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Reagan Vs. Gorbaciov

From local media to global media: da Antenna 3 alla ABC, memorie di un televisionaro con la nostalgia per gli anni '80

Da questo blog ho più volte ricordato che ho avuto nella mia vita la straordinaria esperienza di essere protagonista di momenti in cui (forse) si è fatta la storia della comunicazione. Ma c’è stato un momento, il 19 novembre di trent’anni fa in cui ho potuto osservare da testimone privilegiato un cambiamento epocale.

Per tutti coloro che hanno vissuto gli anni ’80, una delle prime immagini simbolo del decennio che viene in mente è quella dei due leader delle due super potenze di allora, Stati Uniti ed Unione Sovietica. Nella canzone “Cosa resterà degli anni ’80” il cantautore Raf, cantava “Anni ballando, ballando, Regan Gorbaciov”.

Quel lontano Novembre 1985 per me fu denso di straordinarietà . La prima, immensa,  la nascita di mio figlio Andrea; la seconda, è quella di aver avuto la straordinaria occasione di essere testimone diretto del primo incontro tra i due capi di stato, il famoso summit di Ginevra, che si è tenuto il 19 e 20 Novembre 1985.

Da allora sono cambiate molte cose, e sembrano volati ben più di trent’anni, almeno nella mia percezione.  Ero presente a questo vertice in quanto all’epoca, impiegato presso Polivideo in Svizzera,  ricoprivo temporaneamente  l’incarico di account executive per il network statunitense ABC per le loro produzioni europee e organizzai la produzione.

Per dare un link immaginario di triste modernità attuale , basta pensare che all’epoca il meeting si tenne nello Maison de Saussore, uno Chateau del principe Aga Khan, al secolo Karīm al-Husaynī, facoltoso imprenditore e investitore laureato in storia dell’Islam, quarantanovesimo Imam dei musulmani Ismailiti Nizariti, seguaci di una corrente dell’islam sciita, che come ricorda Wikipedia in passato erano noti come “Setta degli assassini” per via degli omicidi compiuti nelle guerre di conquista religiosa attorno all’anno mille. Per la verità Aga Khan era noto più per l'incessante presenza nei giornali di gossip, sommo rappresentante di un jet set dorato.

Ritengo molto significativo che all’epoca, l’inizio del disgelo della “Guerra Fredda”, tra l’occidente e il nemico di allora, sia avvenuto grazie alla mediazione di un capo religioso, riconosciuto come figura di garante imparziale. Dopo l’11 settembre le cose sono purtroppo inevitabilmente cambiate, fatta eccezzione ovviamente per la neutralità svizzera. E proprio grazie a quell’incontro, negli anni seguenti entrarono (grazie ai media, televisione in primis, manco a dirlo!) nel lessico comune due parole: Perestrojka e Glasnost.

Personalmente ricordo che i giornalisti e le troupe televisive, ebbero una particolare anteprima proprio della Glasnost, che, ricordo a beneficio dei più giovani, era un termine con cui si indicava quella politica di trasparenza, di apertura al dibattito, che portò ad una maggiore e più limpida circolazione dell’informazione nell’Unione Sovietica (e probabilmente al suo crollo nel 90).   L’allora ministro degli esteri dell’Urss, il Georgiano Eduard Shevardnadze, nei momenti in cui era off line infatti, rideva e scherzava con i giornalisti russi e occidentali.

Alla domanda posta dal cantante Raf, posso rispondere dicendo che a me degli anni ’80, oltre a due figli, tra tante altre belle cose, è rimasto il ricordo di essere stato testimone diretto di questo aneddoto che un giorno, sicuramente racconterò ai miei nipoti, magari quando avranno da studiare sul loro sussidiario, (pardon, sul loro tablet!) il periodo della guerra fredda.
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